I.C. Leopardi Potenza – classi terza media 14/05/2018

ISTITUTO COMPRENSIVO GIACOMO LEOPARDI
di POTENZA
Per le classi della terza media, 14 maggio 2018
Relazione Prof.ssa MARA MASSAI, Presidente di AS.SO.GRAF (Associazione Culturale Sociologia Grafologia)

VIOLENZE, ABUSI, DIPENDENZE, BULLISMO/CYBERBULLISMO E DIRITTI DEGLI ADOLESCENTI.
IL PRIMO DIRITTO DEGLI ADOLESCENTI : LE REGOLE PER
LA CRESCITA PERSONALE ED IL RISPETTO DELLE DIVERSITA’ CON LA FIIP (Formazione Integrale ed Integrata della Persona) fin dall’infanzia

Mi chiamo Mara Massai, sono sociologa e da oltre un decennio mi occupo di ricerca in campo socio-criminologico e pedagogico. Dal 2009 sono la presidente di AS.SO.GRAF, un’associazione che opera nell’area socio-criminologica e psico-pedagogica ed è applicata allo studio e all’analisi delle emergenze educative, formative, sociali. Ci tengo a sottolineare in premessa che la violenza sulle donne divenuta un fenomeno costantemente presente nelle cronache quotidiane, pur se di preoccupante gravità ed in continua espansione è soltanto una delle tante emergenze che affliggono la società di oggi. Intanto perché la violenza si manifesta sempre più precocemente, e le baby gang, gruppi non tanto isolati, ne sono una riprova e poi perché anche altri fenomeni di violenza quali il bullismo/ cyberbullismo, ma anche le dipendenze dalle sostanze stupefacenti, dall’alcol, dal gioco, sono a tutti gli effetti forme di violenza auto ed eterodiretta. Cosa da questo è possibile dedurre?
1. Che essendo le forme di violenza presenti nella famiglia, nella scuola e nella società, sempre più numerose e diversificate, questo non consente di fare un progetto per contrastare ogni specifica emergenza che si presenta sempre in forme diverse.
2. Che tanto meno è possibile pensare di contrastare queste emergenze attraverso interventi esterni di operatori, poliziotti, esperti della rete, social maker, vittime di violenza, chiamati nelle cattedre a rappresentare le loro conoscenze ed i loro vissuti con il convincimento che questo sia sufficiente a modificare le situazioni personali dei bambini, ragazzi, adolescenti, se in loro non esiste già uno schema di pensiero ed un minimo di ragione critica e di consapevolezza di sé per rielaborare le esperienze, i consigli ed i suggerimenti impartiti, pur se in buona fede e con professionalità dai vari operatori esterni o attraverso le testimonianze prodotte da chi ha subito violenza.
3. Ma qual è allora la soluzione? La soluzione risiede nel :
favorire nei bambini, ragazzi, adolescenti un corretto ed equilibrato sviluppo della personalità, considerata nella sua dimensione integrata e dinamica, facilitando:
 l’assunzione di comportamenti adattivi;
 la consapevolezza del valore della propria e dell’altrui persona;
 lo sviluppo di atteggiamenti emotivo-affettivi;
 il rispetto di tutte le diversità, non soltanto di quelle di genere;
 l’autostima e l’autonomia di gestione dei rischi e dei pericoli, ma anche delle opportunità presenti nel mondo reale e virtuale:
questa rappresenta una forma sistematica di prevenzione, fondata su un metodo affidabile che consente la massima oggettività dei risultati in tempi brevi, con la minima invasività, e la massima profondità. Consente di abbandonare i tentativi fallimentari del pronto intervento di “emergenza sull’emergenza” e gli interventi a posteriori, tanti quanti sono i singoli aspetti problematici della sfera personale che si manifestano in comportamenti:
disadattivi;
violenti;
auto ed eterolesivi;
collocabili nelle infinite diversificazioni di ogni specifica emergenza. Faccio soltanto alcuni esempi: il bullismo, che non è un fenomeno nuovo, con l’avvento delle tecnologie digitali e dell’uso della rete sui social media, si è trasformato sulla rete in cyberbullismo; il narcisismo patologico e l’edonismo compulsivo che ossessivamente ci spingono a coltivare l’estetica e non l’etica, gli incontrollabili istinti sessuali, compensatori dell’infinito vuoto interiore, per soddisfare i quali i giovani sono arrivati a preferire il rischio dell’estinzione della specie, immolandosi sull’altare della sterilità contro il diritto ed il rispetto per la vita (Child Free). La propensione generalizzata a coltivare “gli umani vizi”, condivisi in rete e sui social media, frutto della barbarie di ritorno in questa nostra epoca, si è tradotta nella permanente ed insaziabile necessità di apparire in modo dis-controllato e purtroppo non episodico, facendo spazio ad ogni tipo di violazione pubblica e privata della propria e dell’altrui privacy, intimità, creando forme di competizione imbarazzante rispetto ad una tipologia di siti web che, fino a non molto tempo fa, erano dichiaratamente dedicati alla pornografia e costruiti per una ristretta utenza di pubblico adulto. A questo fenomeno possiamo senz’altro ricondurre anche sottospecie, quali la Sextortion, o il ThisCrush che è un nuovo social network che si basa sugli insulti violenti e a sfondo sessuale, mettendo a rischio molti adolescenti tra i 12 e i 15 anni.
Nell’epoca in cui viviamo Internet e i vari social network talvolta si trasformano in una gogna mediatica. Spesso senza nemmeno una vera ragione. Una situazione pericolosa per gli adulti che diventa però rischiosissima per gli adolescenti. Sul social network ThisCrush, che ha una fetta di utenti con età compresa tra i 12 e i 15 anni, si possono postare dei contenuti, spesso violenti o a sfondo sessuale, anche in maniera anonima. Spesso e volentieri i ragazzi ricevono degli insulti pesanti dai propri coetanei per quello che hanno postato. E qualcuno pubblica le discussioni su Instagram, un po’ per denunciare l’accaduto e un po’ per far notare agli amici come ha risposto con prontezza agli insulti ricevuti. Con un messaggio implicito che istiga al dominio del più forte, all’aggressività, alla violenza. Per non parlare di aggregazioni di malaffare fra pedofili, esperti di comunicazione e psicologi, dediti ad opere di distruzione della specie attraverso la riduzione all’incapacità di intendere e volere e di manipolazione di schiere di adolescenti, resi schiavi di anacronistiche ideologie mitteleuropee, nascoste dietro una rassicurante immagine di una “Blue Whale”. Lo stesso dicasi per le dipendenze da sostanze stupefacenti e alcool che hanno segnato con il marchio dell’alienazione permanente intere generazioni dalla fine degli anni ’60 ad oggi. Finendo oggi per essersi diversificate e dilatate fino al punto da non essere più percepite come qualcosa da evitare, ma semplicemente da organizzare secondo un modello di devianza, fruibile da tutti e alla portata di tutti. La precocità dell’assunzione di sostanze alcoliche da parte perfino di bambini e preadolescenti che, nel migliore dei casi, si tramuta in dipendenza, così come la diffusione dell’uso di droghe leggere e pesanti, divenute un costume accettabile su larga scala, testimoniano un cambiamento culturale del concetto stesso di dipendenza. E’ avvenuta una sorta di assuefazione generale alla dipendenza in senso lato, tale da non aver destato sufficiente allarme laddove è andata ad occupare epidemicamente spazi ed aree che, in altre epoche e passate tradizioni, rientravano in quelle dell’intrattenimento e del sano passatempo. Ma che invece nella società attuale sono sempre più collegate a tentativi disorganizzati di soluzione nell’area medico-clinico-sanitaria, alla necessità di monitoraggio ed interventi specialistici da parte degli esperti clinici e degli assistenti sociali che faticano, non avendo strumenti e modelli strutturati di intervento da seguire per ogni singola sottospecie di dipendenza. Si pensi che con l’avvento del digitale e dei socialnetwork tutte le forme di dipendenza, oltre quelle già citate, e quindi la dipendenza da internet, dal sesso, dal gioco… convivono e si sono amplificate ed aggravate nel passaggio dal mondo reale al mondo virtuale. Anche queste sono forme di violenza pervasive della società in quanto, in grado maggiore o minore, in modo diretto o indiretto, ci coinvolgono nei diversi ruoli dei nostri vissuti personali.
Purtroppo rappresentano un “polmone tossico”, senza la cura del quale siamo destinati ad avere sempre meno controllo sul disagio e sulle emergenze fra cui la violenza domestica e di genere. Il motivo di questo risiede nel fatto che tutte le emergenze, prima di divenire tali, nascono come “disarmonie di personalità” che, se colte tempestivamente, potrebbero essere riconosciute ed indirizzate ad interventi mirati, senza sfociare in epidemiche emergenze collettive di sicura ingestibilità (apri il link: – IL MOSTRO A PIU’ TESTE…..).
Per questo ho ritenuto necessario attivare una ricerca che ha previsto una collaborazione inter-universitaria e multidisciplinare, alla fine della quale è stato sviluppato un metodo innovativo, ad alto potenziale trasformativo, per migliorare il sistema educativo focalizzando l’attenzione sulla formazione della persona fin dai banchi di scuola. La Formazione, come intesa nel modello della FIIP (Formazione Integrale ed Integrata della Persona) va nella direzione di un livello di formazione della personalità dei soggetti in età evolutiva lungo tutto il ciclo scolastico in cui è possibile l’ottimizzazione di tutte le potenzialità cognitive, intellettive, temperamentali, comportamentali. Tale modello è stato elaborato per svolgere una importantissima funzione di individuazione tempestiva e quindi di prevenzione dei DSA (dislessia, disortografia, disgrafia, discalculia) e devianze, correlate ai mancati interventi di prevenzione, così come di riconoscimento di potenzialità inespresse e plus-dotazioni in ambito didattico-educativo e formativo. Secondo tali presupposti si è resa necessaria l’adozione di uno specifico metodo scientifico-disciplinare della ricerca sociologica che utilizza la combinazione delle categorie sociologiche e psico-grafologiche per tracciare un’anamnesi dei soggetti in rapporto all’ambiente.
Soltanto l’utilizzo combinato delle categorie psico-grafologiche, e del metodo socio-psico-grafologico permette di procedere in direzione della FIIP (Formazione Integrale ed Integrata della Persona) come “cura” della persona lungo tutto l’arco del ciclo scolastico.
Cenni sulla disciplina grafologica:
il termine grafologia che deriva dal greco gràphein=scrivere e lògos=studio, significa letteralmente “studio della scrittura”.
Fin dai tempi antichi la relazione che corre tra scrittura e caratteristiche della persona ha suscitato curiosità ed interrogativi. In Cina, in India e tra i filosofi dell’antica Grecia si sono ritrovati testi relativi alle prime ipotesi riferite al rapporto scritto-personalità. Aristotele, filosofo greco (384-322a.C) sosteneva che “come il discorso rivela le concezioni dell’anima, così la scrittura rivela il discorso e la concezione”. Nel corso del tempo sono state espresse varie ipotesi sull’argomento non supportate da dimostrazioni valide, solo nel secolo XVII si trova la prima opera sulla grafologia: Trattato come da una lettera missiva si conoscono la natura e le qualità dello scrivente di Camillo Baldi (1547-1634) docente presso l’Università di Bologna.
Da allora sono stati condotti studi sistematici sulla scrittura e la personalità da parte di teologi, filosofi, medici e psicologi, sino ad arrivare al 1875, anno in cui il termine grafologia è stato coniato ed adoperato per la prima volta dall’abate francese J.H.Michon (1806-1881) nel suo trattato Système de Graphologie, con cui ha portato tale disciplina, come egli stesso spiega, “al suo stato di scienza ragionata, con i suoi principi, le sue leggi, e classificazioni”. Così l’autore pubblicò i risultati del suo lungo lavoro di ricerca e sperimentazione durato 35 anni. L’attività grafica, nonostante oggi la penna sia stata sostituita largamente dall’uso del computer, rimane una strada unica ed insostituibile, per penetrare la personalità nella sua completezza e nel suo sviluppo nel tempo.
La scrittura è uno strumento personale e un atto sociale in quanto è necessaria per l’acquisizione di nuove conoscenze e la trasmissione di queste ad altri, inoltre consente di elaborare una o più idee in modo più approfondito rispetto al linguaggio orale, quindi ricopre una funzione di comunicazione molto ampia.
La grafologia è diventato oggi un termine corrente, di cui pochi conoscono il significato reale, l’aspetto scientifico che ha assunto ed il suo essersi qualificata come scienza umana affine alla psicologia, dalla quale si distingue per i suoi principi metodologici e per le sue tecniche. Pertanto con essa si può scoprire l’evoluzione psichica dell’individuo relativamente alla sua costituzione genetica e alla sua forma di adattamento e reattività, nei confronti delle sollecitazioni ambientali.
La grafologia offre inoltre un prezioso contributo nella prevenzione dei DSA (disortografia, dislessia, disgrafia, discalculia) ed in particolare alla disgrafia, che è la difficoltà a riprodurre segni alfabetici e numerici e può originare da disagi diversi rilevabili per tipologia dall’analisi grafologica di professionisti competenti esperti anche di psicologia, sociologia, e neurofisiologia. Oggi tra i ragazzi è molto diffusa, questo non solo per la diminuzione dell’uso della scrittura manuale, ma anche per l’aumento dei problemi legati ai disturbi dell’apprendimento.
Esempi:

In quasi tutti i casi è stato rilevato che un disgrafico è anche un ragazzo che ha difficoltà relazionali, di apprendimento, di adattamento.
La grafologia può intervenire in questo disturbo specifico con la rieducazione della scrittura o grafoterapia, che non è un corso di calligrafia, anche se il risultato finale è il conseguimento di una bella scrittura, non dal punto di vista formale, ma come insieme in equilibrio dei vari elementi della scrittura che sicuramente avranno provocato modificazioni positive anche a livello della sfera personale.
Il contributo della grafologia, in alternativa o associata ad altre forme di recupero, può essere un valido aiuto in casi di disagio scolastico in cui non si evidenziano problemi tali da richiedere l’intervento delle strutture preposte.
Il disagio è un male diffuso e subdolo, che se identificato e recuperato nelle prime fasi di scolarizzazione, può evitare problemi futuri più gravi che possono incidere su tutto il percorso educativo del ragazzo.
Gli insegnanti in questi casi sono un valido aiuto per identificare le disgrafie ed adottare tecniche di rieducazione basilari
Oggi i paesi che hanno strutturato Corsi Universitari di Grafologia sono, la Francia, l’Italia, la Svizzera, la Germania, l’Inghilterra e la Spagna. Molti studiosi ed associazioni sono presenti in tutto il mondo, Belgio, Olanda, Finlandia, Danimarca, Grecia, Giappone, Cina ed America.
Una posizione di grande rilievo spetta alla Francia, dove la grafologia ha acquisito grande riconoscimento nel mondo del lavoro ed il consulente grafologo è uno status affermato come professionista. Dal 1978 grazie alla Société Française de Graphologie (SFDG) di Parigi, capostipite della diffusione nel mondo della grafologia scientifica, e del Groupment des Graphologues-Conseils de France (GGCF), il diploma di grafologo è stato omologato dal ministero francese a livello di laurea triennale.
In Italia vi sono Corsi Universitari in consulenza grafologica ad Urbino e presso l’Università di Torino, l’Università Lumsa di Roma, UNIROMA Tre, Università di Roma “La Sapienza” e svariate associazioni di grafologi, seriamente impegnate nella gestione di scuole private con programmi completi, altamente specialistici e con criteri di valutazione finale molto severi. Secondo gli studi più recenti ……….
“la grafologia è la scienza sperimentale che, dalla espressione grafica naturale dello scrivente, ne rivela la personalità psicofisica con le componenti intellettive, tendenze temperamentali, attitudini professionali, costituzione somatica, predisposizioni morbose, congenite e in atto” (L. Torbidoni-L.Zanin, 1998, p.16).
La Grafologia è una scienza interdisciplinare, che collabora in modo positivo con altre scienze quali la psicologia, la pedagogia, la filosofia, la sociologia, la medicina, la psichiatria ecc. e trova la sua giusta posizione nel campo sociale, dove è richiesta comprensione e conoscenza dell’uomo sotto l’ aspetto di complessità dinamica.
La metodologia di indagine grafologica e socio-pedagogica è uno strumento prezioso da offrire agli operatori del settore educativo ed alle famiglie per evidenziare le caratteristiche peculiari della personalità degli alunni al fine progettare validi ed efficaci interventi educativi individualizzati e mettere a punto buone pratiche, costruite sulla conoscenza approfondita dei bisogni e delle difficoltà reali dei soggetti in crescita. Attraverso l’individuazione delle dinamiche evolutive che si trovano a sperimentare, possono ricevere aiuto mirato da parte degli adulti di riferimento per l’individuazione precoce di disturbi che ne limitino la libera espressione, la spontaneità, che se inibite potrebbero ostacolare i processi dell’apprendimento.
Ulteriore finalità è la individuazione precoce di eventuali ritardi grafo motori che potrebbero causare problemi e ritardi nell’apprendimento della scrittura, che se non tempestivamente riconosciuti e corretti con specifici esercizi, potrebbero sfociare in disgrafia, con tutti i problemi da ciò derivanti (circolo ricorsivo negativo che incide su autostima, ritardo nell’apprendimento, successivo abbandono scolastico)
A livello operativo-applicativo questo è concretamente realizzabile attraverso un intervento integrato ed interdisciplinare di osservazione, riconoscimento ed indirizzamento/facilitazione a successivi interventi specialistici dei fenomeni oggetto di studio. questo percorso è in grado di offrire agli studenti un servizio di orientamento scolastico e professionale che diventa auto-orientamento. Nel senso che corrisponde alla domanda dei bisogni personali dello studente, bilanciata secondo le proprie potenzialità attitudinali , e non soltanto in base alla disponibilità dell’offerta esterna, con l’effetto di reale contrasto alla dispersione e all’abbandono scolastico. I risultati positivi ottenuti dall’applicazione di tali procedure, emergenti dalle tantissime ricerche e sperimentazioni attuate in comparazione ai metodi tradizionali, ci induce a ritenere che possa rappresentare un valore aggiunto per il miglioramento del sistema educativo in generale e per il fronteggiamento delle emergenze sociali in particolare. E, nella valutazione complessiva, contribuisca a colmare un vuoto metodologico e procedurale esistente nell’area della prevenzione primaria del disagio/malessere diffuso a livello sociale, presente in molti casi già prima nella Famiglia e nella Scuola. Oltre tutto, nei contatti avuti con le istituzioni centrali e con alcuni parlamentari interpellati al fine di disciplinare la professione dell’esperto grafologo multicompetenza deputato all’applicazione del metodo socio-psico-grafologico è emersa chiaramente la propensione ad attribuire all’attenzione e allo studio del segno grafico la possibilità di intercettare in modo non invasivo, con grande profondità e brevità di tempi i bisogni dei discenti tracciando un’anamnesi dei soggetti in rapporto all’ambiente di vita e di relazione. Tale orientamento ha permesso di corrispondere sempre più e sempre meglio all’incessante richiesta di risposte adeguate a fronte dell’esponenziale presenza di disgrafici a tutti i livelli dei cicli scolastici, la cui individuazione precoce permette anche di non incorrere in fragilità della sfera personale, emotiva, intellettiva, affettiva, che potrebbero essere provocate o favorite proprio dagli effetti delle ricadute negative correlate alla trascuratezza dei segnali d’allarme intercettabili dalla scrittura.
Nella certezza, avvalorata dai postivi risultati raggiunti a seguito delle sperimentazioni condotte nelle Scuole, che l’applicazione sistematica di questo modello strutturato ed organico di FIIP possa fare la differenza in positivo sull’assunzione della consapevolezza di sé e dell’altro da sé, sull’autostima, sull’autorealizzazione personale, sulla costruzione di dinamiche relazionali improntate all’empatia e sulla responsabile gestione autonoma dei pericoli e delle opportunità della vita reale e del mondo virtuale. Con la particolarità che, alla base di tutto il percorso così strutturato, risieda la migliore e più efficace protezione dei bambini e degli adolescenti in quanto propedeutico all’assunzione di comportamenti adattivi, emotivo-affettivi e relazionali di tipo empatico in grado di costituire la migliore strategia di fronteggiamento delle emergenze, prima della loro insorgenza.

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Mara Massai
Mara Massai

MARA MASSAI Sociologa, Dottore di ricerca in Criminologia, esperta in Tecniche Investigative in Criminologia e Vittimologia, Project Manager, Presidente di AS.SO.GRAF.

(Associazione Culturale di Sociologia e Grafologia), Titolare responsabile e coordinatrice del Progetto "APPROCCIO OLISTICO ALLA FORMAZIONE INTEGRALE ED INTEGRATA DELLA PERSONA fin dai banchi di scuola” (Brevetto: M. Massai. (2014).. 200900158)