Grafologia

di Andrea  Cattaneo

La grafologia è una scienza che studia la personalità di un individuo attraverso la propria scrittura spontanea.
Sono in errore coloro (e non sono pochi) che si avvicinano alla grafologia come ad una pratica esoterica, aspettandosi di “carpire” i misteri della personalità e di “indovinare” qualcosa relativo alla persona esaminata.

CENNI STORICI

L’interesse per il rapporto tra grafia e personalità risale addirittura ai greci e ai romani. I primi veri studi risalgono comunque al XVII secolo, ma la Grafologia non è ancora una disciplina autonoma, organizzata in un metodo proprio.
Il primo studio sistematico risale al secolo XVIII: in quel periodo il teologo svizzero Lavater definì le prime modalità di l’interpretazione della scrittura.
Nel 1830 nascono, in Francia, la prima Società Grafologica e la prima Scuola di Grafologia, di cui fa parte l’Abate Michon che utilizza per primo il termine “Grafologia” ed enuncia i primi criteri e le leggi per rapportare ai segni grafici le corrispondenti caratteristiche psicologiche, partendo dal presupposto che la scrittura è espressione del carattere dello scrivente. Il suo metodo è basato sulla “fissità” dei segni grafici (afferma che ad ogni segno corrisponde un significato preciso) mentre la personalità è un insieme dinamico di fattori che interagiscono tra loro.
Gli studi ed i metodi di indagine dell’Abate Michon vengono approfonditi dal suo discepolo J. Crepieux-Jamin, che introduce la “dinamicità” del significato dei segni grafologici (il segno grafologico non ha un unico significato, ma varia con il contesto e deve essere con gli altri segni per capirne la risultante). Gli allievi di Crepieux–Jamin hanno poi ulteriormente approfondito i suoi studi, rendendo la scuola francese di Grafologia una delle più valide e qualificate in Europa.
Nello stesso periodo in cui opera Crepieux, anche in Germania, Svizzera, Italia ed Inghilterra si svolgono altri studi e sperimentazioni: grazie al tedesco Klages, allo svizzero Pulver e all’italiano Moretti, la grafologia si avvia sulla strada della scientificità psicologica, sperimentalmente fondata e organicamente strutturata.

La Grafologia è una scienza che esamina la scrittura. La scrittura rappresenta un comportamento espressivo e spontaneo (come ad esempio il camminare o il gesticolare). Scrivere è un gesto inconscio, che si attua senza controllo razionale e, proprio per questo, in grado di rivelare la natura intima e reale dello scrivente. La Grafologia è una scienza umana, che dal solo gesto grafico di un individuo consente di conoscerne la personalità, anche negli aspetti particolarmente profondi: le doti innate (il “temperamento”), le qualità intellettive, emotive ed affettive, le modalità relazionali e comunicative, la predisposizione a precisi disturbi psicosomatici, conflitti, compensazioni, eventuali meccanismi di difesa, psicopatologie, resistenze psicologiche, talento, predisposizioni.
Attraverso un’analisi grafologica professionale si può capire come l’ambiente e le esperienze hanno inciso sulla persona in evoluzione e di conseguenza “mettere a nudo” la personalità e comprendere l’Io intimo (capire come una persona è “dentro di sé”) e l’Io sociale (come si cerca di apparire all’esterno, quale immagine di sé si vuole dare).
Non esistono due grafie perfettamente uguali, come non esistono due personalità uguali, poiché ognuno di noi vive e percepisce la realtà in maniera diversa. La scrittura è un elemento così individualizzante che anche quella artefatta o dissimulata contiene sempre segni grafici distintivi di chi l’ha eseguita, segni però che soltanto un grafologo specializzato può cogliere.
Tutti noi impariamo a scuola un modello calligrafico uguale per tutti, ma poi nel tempo ognuno personalizza il gesto grafico distaccandosi più o meno dal modello appreso, proiettando nella grafia il modo di essere ed i vissuti.
La Grafologia è una scienza interdisciplinare, che collabora in modo positivo con altre scienze quali la psicologia, la pedagogia, la filosofia, la sociologia, la medicina, la psichiatria ecc. e trova la sua giusta posizione nel campo sociale, dove è richiesta comprensione e conoscenza dell’uomo sotto un aspetto di complessità dinamica.
Sotto l’aspetto neurofisiologico l’atto grafo-motorio origina dal cervello, precisamente dai centri motori dall’area corticale che dirigono gli impulsi sino alle dita, che compiono il movimento e traducono ciò che proviene dal cervello. Esistono due vie neuromotorie: il sistema piramidale (dal quale partono gli impulsi degli atti volontari) ed il sistema extra piramidale (che gestisce i movimenti involontari).

Il sistema piramidale anatomicamente è composto da centri e vie che partono dall’area motoria principale della corteccia cerebrale: attraverso delle “ramificazioni” e senza interruzioni, gli impulsi motori giungono fino al motoneurone. Esso impartisce l’ordine di contrarsi ai muscoli (esiste la possibilità di esercitare un controllo cosciente).
Il sistema extrapiramidale origina dall’area motoria della corteccia cerebrale, ma a differenza del sistema piramidale, i suoi impulsi effettuano delle “fermate” nei nuclei della base e nel cervelletto; il percorso quindi non è diretto, ma esistono delle aree di “sosta” e soltanto in seguito l’impulso neurologico arriva al motoneurone: questo è il sistema che gestisce l’atto grafomotorio.
Le strutture sottocorticali presenti nel sistema extrapiramidale, come tutte le strutture sottocorticali, necessitano di “apprendimento” per essere migliorate: nel nostro caso specifico l’apprendimento consiste nell’insegnare al sistema come gestire il tratto grafico. Il differente modo di insegnamento ed il diverso modo di apprendere creano le differenze individuali.
Sono però, in questo processo, estremamente importanti le caratteristiche psicofisiche del soggetto; la rigidità muscolare ad esempio influisce sul tratto, cosi come l’emotività: possiamo ad esempio notare come la nostra grafia cambia nel tratto quando siamo nervosi e tesi in confronto a quando siamo, al contrario, tranquilli e distesi.

I campi di applicazione della grafologia possono essere diversi:

  •      Analisi della personalità: consente di giungere ad una dettagliata descrizione degli aspetti intellettivi, emotivi, delle dinamiche affettivo-relazionali, degli interessi ed attitudini di base, del potenziale e di come esso sia utilizzato. È possibile comprendere la costituzione bio-psichica in chiave psicodinamica e quindi capire come funzionano le strutture dell’Io, Es e Super-Io; rilevare conflitti, resistenze e meccanismi di difesa al fine di una maggiore consapevolezza di se e di una positiva crescita personale.
  •      Consulenza di coppia e familiare: attraverso l’analisi comparata della grafia dei due partner, il grafologo individua potenziali singoli ed affinità e può evidenziare le cause di eventuali possibili disaccordi, conflitti e problematiche. Allo stesso tempo può definire il “quadro genitoriale”, cioè le relazioni ed i rapporti con i rispettivi genitori.
  •      Orientamento di studio e professionale: evidenziando le attitudini e le potenzialità individuali, il grafologo può indirizzare e consigliare il soggetto verso una scelta didattica o professionale più idonea alle caratteristiche personali, nel rispetto delle doti intellettive e comportamentali, tenendo in considerazione interessi, motivazioni e capacità.
  •      Consulenza peritale e criminologia: la perizia grafico-tecnica permette l’individuazione di artificiosità, falsi e scritture contraffatte. Questa consulenza è finalizzata non tanto ad evidenziare l’aspetto psicologico dello scrivente, quanto all’esame del gesto grafico che, in comparazione con altri scritti, permette di risalire alla “paternità” dello stesso.
  •      Grafologia dell’età evolutiva: attraverso l’analisi dello “scarabocchio”, del disegno e della scrittura è possibile cogliere eventuali campanelli di allarme relativi alla sfera psichica ed intervenire in via precauzionale e preventiva.
  •      Grafologia aziendale: permette di collaborare per la selezione del personale. In questo caso non si tratta di elaborare un profilo psicodiagnostico, ma di valutare se il soggetto analizzato è idoneo ad una determinata mansione, ottimizzando e valorizzando in tal modo le risorse dell’azienda.

Un’attenzione particolare va poi rivolta all’applicazione della Grafologia in campo medico, ambito nel quale sono ancora in atto diversi studi e ricerche. È possibile valutare il processo di guarigione di una patologia, l’andamento di una determinata terapia; in ambito sportivo, capire quale percorso sia ottimale per il soggetto (o quale atteggiamento mantenere con l’atleta affinché possa seguire un percorso di allenamento idoneo ed efficace); valutare il rischio potenziale di alcolismo o l’utilizzo di droghe; evidenziare la presenza di malattie psicosomatiche, nevrosi, psicosi, disturbi psichiatrici etc.
Va sottolineato, ovviamente, che il grafologo non può sostituirsi in alcun modo al medico, ma, nel pieno rispetto delle due professioni, collabora con esso interagendo e svolgendo azione di supporto.

La scrittura, superate le varie fasi dell’apprendimento del gesto e diventata automatismo, è il risultato delle risposte motorie ai circuiti neuronali emozionali e corticali costruiti dall’interdipendenza tra congenito ed acquisito, e trasmesse al cervello degli individui. Come tutti i comportamenti automatici dell’individuo, essa è il risultato di un complesso lavoro di interconnessioni tra sistemi emozionali e neocorticali.
La Grafologia permette quindi di fare un “ritratto” preciso della personalità di una persona.
Quando si parla di personalità, si intende l’unione dei fattori “innati” (“temperamento”) con i fattori “acquisiti”, quelli cioè determinati dalle varie esperienze di vita che modellano la “trama” di fondo, la bio-tipologia di base.
La personalità dunque va intesa come un insieme di modalità, situazioni e caratteristiche comportamentali che risultano dai condizionamenti ed adattamenti peculiari del soggetto con l’ambiente: ognuno di noi percepisce e memorizza i molteplici stimoli ambientali per una indiscutibile interconnessione dinamica e flessibile tra corpo e mente.
Sulla base dei più recenti studi di neuropsicologia, si può affermare che le problematiche emotive, con le caratteristiche che sono state acquisite dal vissuto infantile – adolescenziale e dal patrimonio biologico (temperamento), influiscono sull’area motoria del cervello e indirettamente su tutti i nostri comportamenti.
Queste risposte comportamentali sono “personali ed uniche”, come un’impronta digitale, cosi come esclusive sono le molteplici esperienze emozionali e il complesso bagaglio ereditario.

È importante a questo punto sottolineare che non ci si improvvisa grafologi leggendo qualche manuale: per fare una diagnosi grafologica professionale sono necessarie competenze interdisciplinari ed una preparazione specifica che si può ottenere soltanto frequentando, con impegno e passione, corsi di Laurea in Grafologia o rivolgendosi a Scuole che possano offrire una formazione adeguata e completa.

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Psicologia, Neuroscienze e Scienze Umane